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Venerdì 2 dicembre u.s. si è tenuta l'inaugurazione del Museo Archeologico ed Etnografico per il nuovo ampliamento sezioni

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Il Museo Archeologico ed Etnografico di Oschiri ha celebrato la riapertura, dopo la chiusura per i lavori riqualificazione e ampliamento, e inaugurato le nuove sezioni: una dedicata al territorio, il suo ambiente, la sua storia, la sua economia e la sua cultura e l’altra riservata all’affascinante e significativa evoluzione storica del castrum romano sito in località San Simeone.

L’evento si è tenuto il 2 dicembre u.s. e ha avuto inizio con una conferenza di presentazione nella rinnovata sala didattica e polivalente del Palazzo Museale in Piazza Nuccio Floris.  Ha aperto il Sindaco Piero Sircana, poi la parola ai relatori ospiti, il prof. Pier Giorgio Spanu dell’Università di Sassari, archeologo che a più riprese ha coordinato gli scavi del castrum e che in questa fase ha agito da supervisore scientifico, e il designer internazionale Marco Mirabella, studio a Milano e a Parigi, curatore degli allestimenti del Museo di Oschiri. A seguire il saluto di Giorgio Pala Presidente dell’Associazione Su Furrighesu e la chiusura dell’Assessore Regionale alla Cultura e ai Beni Culturali Dr.ssa Claudia Firino e del Vescovo di Ozieri S.E. Monsignor Corrado Melis. L’incontro è stato moderato da Roberto Carta e al termine della conferenza si è potuto accedere al Museo e visitare le nuove sezioni.

Il progetto di dedicare una sezione al territorio e una al castrum romano, affiancandole a quella archeologica già esistente, la riqualificazione della sala polivalente, la trasformazione, quindi, dell’ex casa comunale in un Palazzo Museale, nasce nel 2012 nel più ampio contesto dei bandi a regia GAL Alta Gallura - Gallura (Gruppo Azione Locale) e dell’accesso ai Fondi Europei per lo sviluppo delle zone rurali. Il progetto ha riguardato la riqualificazione del palazzo e la sua intera destinazione a Museo, l’ampliamento delle sezioni sfruttando format comunicativi multimediali, la sistemazione della sala didattica e polivalente, l’allestimento di un sistema di videocamere interno ed esterno con cabina di regia, l’acquisizione di nuovi arredi e attrezzatura informatica, la predisposizione di una parte dei locali per l’allestimento di mostre d’arte visiva.

Seicento metri quadri di esposizione narrano la maturità tecnica, la forte religiosità, la cultura e il costume, l’evoluzione dell’economia e del lavoro che ha caratterizzato Oschiri e i suoi abitanti dalla preistoria fino all’età contemporanea. Si rende completo e di facile lettura il percorso che dal cofanetto in bronzo di Lughèria, ritrovato da Alberto La Marmora nell’Ottocento, e passando per l’evoluzione del castrum nei secoli, ci porta dritti nel tempo dell’industria Novecentesca, affacciatasi qua a Oschiri già dagli anni Venti. Il tutto esposto e comunicato in modo agile e dinamico con testi, immagini, proiezioni, sonorità, su pannello, touch screen e docce sonore.

Il Museo di Oschiri guadagna un respiro non più soltanto regionale. La sezione castrum romano è quanto meno singolare, immortala l’avvento dei romani in Sardegna, il loro arrivo proprio a Oschiri e la costruzione della fortificazione castrum che in seguito diventerà castra felicia e più avanti ancora, spostandosi su a monte, darà vita all’attuale chiesa di N.S. di Castro sede vescovile tra il XII° e l’inizio del XVI° secolo. La sezione, inoltre, ospita la ricostruzione con abiti e armi originarie della corte degli equitani, i militari stanziati a San Simeone dove è sorto il castrum.