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Storia Moderna

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Nella mappa feudale della Sardegna Oschiri figura tra le contrade che formano lo Stato di Oliva, un vasto e composito possedimento che si estende nella parte centrosettentrionale del Regno. Le casate che ne hanno la titolarità sono tre prestigiose famiglie dell’alta aristocrazia iberica: i Centelles, i Borja (Borgia nella dizione italiana) ed i Tellez Giron. L’assoggettamento signorile ha inizio nel 1421 con l’investitura di Anglona, Marghine, Osilo, Mejlogu, Goceano e Monteacuto accordata da Alfonso il Magnanimo al valenzano Bernanrdo Centelles, Viceré di Sardegna e membro influente della corte. Il sistema feudale durerà sino alla sua abolizione avvenuta nel 1843. Nei centri rurali come Oschiri vi sono alcuni ufficiali che costituiscono i fili più sottili e periferici del governo del territorio. Il Sindaco, con i suoi luotenenti, rappresenta gli interessi della comunità. Si assume per alcuni versi la difesa legale della collettività e svolge un ruolo paragonabile a quello del giudice ordinario nel primo grado di giudizio. Ha inoltre l’incarico di riscuotere dai vassallos i tributi “certi” e tutta una serie di tributi indiretti che devono essere versati nelle mani dell’esattore della Contrada. Ci sono ancora il Maggiore id giustizia e il procuratore di corte, che attende in modo esclusivo alle questioni legate alla salvaguardia della giurisdizione signorile e alle cause di carattere penale che verranno trattate nella curia di Ozieri e poi eventualmente in appello a Sassari. Nell’ambito dei modi di governo dei villaggi Oschiri mostra più di un tratto peculiare. In primo luogo per il procedimento adottato per l’elezione del Sindaco. Non si tratta di una questione marginale, perché questo ufficile svolge un ruolo di controllo e di salvaguardia delle garanzie conquistate dall comunità sull’operato degli ufficili baronali e quindi sull’arbitrio del signore. Il sistema elettivo riflette pertanto il grado di autonomia acquisito caso per caso dal singolo villaggio rispetto ai poteri esercitati dal barone e svela di conseguenza il cammino percorso nel processo di maturaizone di forme di autogoverno comunitario. Ad Oschiri la terna dei nomi dei papabili alla carica di Sindaco  viene espressa in modo paritario dalla comunità, dal Sindaco uscente e dal Maggiore di giustizia. Nella maggior parte degli altri villaggi questa terna è espressa esclusivamente dai clienti del reggitore. Probabilmente nel corpo sociale oschirese non aveva avuto modo di emergere un gruppo di prinzipales in grado di emanciparsi dal controllo collettivo e darsi un rapporto privilegiato con il barone. Questa ipotesi verrebbe suffragata dal fatto che a Oschiri non vi sono famiglie nobili. Il Mameli indica tra le più provviste di mezzi quelle degli Spanu e dei Sircana. In breve, i funzionari incaricati di reggere l’amministrazione sono, oltre al sindaco, il Maggiore di giusticia con ilò suo sostituto, lo scrivano, il censore delle coltivazioni (che cura il buon andamento dell’agricoltura e il Monte frumentario), i due ministri patrimoniali e i quattro luogotenenti di salto.C’è anche un tabaccaio, mentre non si hanno notizie di medici. Gli oschiresi sono inquadrati in due compagnie miliziane di fanti e di cavalieri al comando di sedici ufficiali e hanno un corpo di polizia rurale formato da trenta barracelli con il loro capitano. Quest’ultima oltre ad assovere i cimpiti usuali (proteggere i campi coltivati dagli sconfinamenti del bestiame e sorvegliare gli animali da lavoro, ripagare i danni arrecati ai seminati, alle vigne e agli orti e rifondere il valore dei capi rubati quando non sia stato possibile scoprire i responsabili), la compagnia di Oschiri  è tenuta a rendere conto anche dell’incolumità di greggi e mandire allevate allo stato brado.
Il periodo della peste (1652-1656) vede Oschiri diminuire gli abitanti e passare a soli 172 fuochi, l’equivalente di ottocento abitanti. Con un incremento che ha dell’eccezionale, risale la china del sessanta per cento in appena dodici anni, portandosi a 275 nuclei familiari nel 1668. Per tutto il periodo considerato Oschiri è uno dei principali protagonisti di una particolare forma di utilizzazione del suolo che prende piede molto prima della legislazione riformista dell’Ottocento e dell’introduzione delle norme che renderanno irreversibile l’affermazione dell’individualismo agrario.