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Storia Medievale

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Fotografo Giovanni Carru - www.giovannicarru.it

 

Periodo bizantino (sec. VI-VIII d.C.)
Se vogliamo individuare in alcune strutture della fortezza di Castro tratti architettonici bizantini e se accettiamo l’ipotesi di attribuzione a quello stesso periodo (sec. VI-VIII d.C.) dell’interessante e misterioso complesso culturale individuato in Santo Stefano, possiamo sostenere che tra il periodo romano e quello alto-medievale nel territorio oschirese si realizzò una concreta continuità insediativa. I ricchi e significatvi materiali archeologici e in particolare numerosi elementi culturali, attestati soprattutto nella toponomastica o nell’intitolazione di diversi luoghi di culto, indicano che queste aree geografiche conservarono anche in età post-classica l’importanza giù avuta nei periodi precedenti. Nelle pianure dell’Oschirese, nell’area della romana Luguido-Castro, si diffuse progressivamente la presenza di armati, mercanti, religiosi di origine o di ispirazione greca. Il periodo in questione si caratteriza per il ruolo che la militarizzazione bizantina e la cristianizzazione hanno avuto nel territorio. L’assetto insediativo bizantino e alto medievale sembnra quindi rispecchiare in pieno la continuità e quella variabile segnalata in principio: compresenza tra un insedimanto accentrato (Castro) e nuclei sparsi, che forse in questa fase aumentano di numero, localizzandosi sia nelle valli e lungo le viabilità, ma probabilmente anche in alcune zone montane.

Periodo Giudicale
Risalgono alla seconda metà dell’XI secolo le prime attestazioni documentarie dei villaggi nell’area oschirese. La localizzazione degli abitati citati in queste fonti è agevolata non solo dalla continuità di vita di alcuni di questi (ad esempio Oschiri), ma anche dalla conservazione nell’attuale toponomastica di quelli abbandonati nelle epoche successive: Otti=Oghoti, Balanotti=Golianuti, Crasta=Castra. Gli abitati erano uniformemente ubicati a mezza costa, all’interno di una fascia altimetrica tra i 150 e i 250 metri, con una topografia di tipo aperto. Tutti i centri si svilupparono attorno a una o più viabilità esistenti.
Nella quadri partizione dell’isola Oschiri si trovò a far parte del Giudicato di Logudoro o di Torres. Risalgono alla metà del XI secolo i più antichi documenti scritti che riportano il nome di Oschiri e di diversi toponimi del territorio.
È possibile osservare come l’attuale centro storico presenti un’articolazione interna caratterizzata da una disposizione spontanea delle abitazioni. I blocchi dei quartieri antichi vennero localizzati all’interno di uno spazio circoscritto da alcune strade principali; quella di fondo valle (corso Umberto, Viale Italia) e quella di crinale a sud e ad est destinata al collegamento con Castra e con l’area del villaggio di Ogothi. Un ruolo importante è rappresentato dall’ubicazione di diversi edifici di culto, posti o lungo i limiti esterni dell’abitato, oppure, probabilmente i più antichi, in punti topograficamente dominanti rispetto all’insediamento (San Demetrio, San Pietro, Santo Stefano, San Sebastiano).
La cattedrale di N.S. di Castro è, a parte qualche rovina, tutto ciò che oggi rimane dell’antico centro di Castra, sede in passato della diocesi omonima. L’istituzione di quel vescovado risaliva, stando alle fonti, al secolo XI. Ne fa menzione Cencio Camerario nel libro dei censi della chiesa romana pubblicato da L.A. Muratori in Rerum Italicarum Scriptores. Il villaggio di Castra sorgeva un pò decentrato rispetto al sito della stazione romana di Luguido. La giurisdizione vescovile si spiegava sulle curatorie di Anela e le regioni di Monteacuto e Monteacuto Pratoiano, dove era proprio il centro di Crasta, già deserto nel XVI secolo, come attesata il Fara, «per le orribili pestilenze che in quei tempi sciagurati spesso invadevano e disertavano la terra, e per la barbara violenza delle civili guerre», e dove sino alla metà dell’Ottocento si riconoscevano le rovine dell’antica canonica. Secondo il Libellus Iudicum Turritanorum la Cattedrale di Castra sarebbe stata fondata da Mariano I, giudice di Torres attestato tra il 1065 e il 1082. Nell’impianto e forme attuali l’edificio è databile alla prima metà del XII secolo. Priva di data è, però, la pergamena di consacrazione, proveniente dall’altare romanico e conservata nellArchivio parrocchiale di Oschiri. Dello stesso periodo la chiesa di San Demetrio, sita nell’attuale cimitero di Oschiri alle porte del paese, e la chiesa di N.S. di Otti a due chilometri da Oschiri sulla vecchia strada per Berchidda.