Nuraghi

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La sezione contiene approfondimenti su alcuni nuraghi facilmente visitabili.

Testi tratti da “La Carta Archeologica del Monte Acuto – Oschiri” di Paola Basoli, Edes Editrice Democratica Sarda, 2008 e da “Guida agli itinerari di Oschiri”di Giacomo Calvia e Giorgio Pala

 

Nuraghe Accas Alvas

Il Taramelli segnala il cerchio della base ed un tratto della metà del torrione del nuraghe Accas Alvas, su un monticolo tra il binario ferroviario e la strada provinciale Oschiri-Ozieri. Il Melis lo indica a q. 261 a 40°41’17’’ – 3°23’30’’. Si segnala sulla strada per Ozieri, a circa 4 km da Oschiri, dopo la cantoniera ANAS di Monte Uri.

È situato al centro di una pianura, fra i territori di Su Chilchinu-Sas Piras-Monte Uri-S’Acconzinu. Rimane parte della torre per le distruzioni a seguito della legge delle chiudende (1820), infatti molte pietre sono inserite nei muri a secco, e per la costruzione della ferrovia (1878).

È a q. 265 nel bacino imbrifero del Coghinas.

Toponimo IGM.

Taramelli 1939 p. 26 s. n. 7; Melis 1967 p. 158 D 8; Basoli 2004, p. 54; manoscritto Giorgio Pala.

 

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Foto realizzata da: LINK

 

Nuraghe Monte Uri

Il Taramelli scorgeva la torre del nuraghe Monte Uri con la porta e camera ancora coperta di volta.

Il Melis lo indica a q. 240, 40°41’20’’-3°23’30’’.

La costruzione, in opera poliedrica e rettangolare di granito, è inserita in due contrafforti rocciosi che hanno condizionato la pianta del monumento, che presenta una singolare forma quadrangolare. Il corridoio di ingresso al monumento, ad E, introduce alla camera centrale e forse a due ambienti a lato di questo.

Dalla cima si domina buona parte del territorio.

Nella collina di fronte, in direzione di Ozieri, vi sono alcuni tafoni.

Si segnala sulla strada per Ozieri, a circa 3,6 km da Oschiri, prima della cantoniera ANAS di Monte Uri, dopo aver imboccato sulla destra una stradina di penetrazione agraria e averla percorsa per circa settecento metri. Si parcheggia l’auto in un ampio spiazzo e si procede a piedi per 300 mt lungo una leggera salita al termine della quale si presenta lo spuntone su cui è stato costruito il nuraghe.

È a q. 261, presso il rio Monte Uri affluente del Coghinas.

Taramelli 1939 p. 26 n. 6; Melis 1967 p. 158 B 21; Basoli 2004, p. 54; manoscritto di Giorgio Pala.

 

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Foto realizzata da: LINK 

Nuraghe Longu

Il Taramelli segnala, in località Su Lepere Biancu, la muraglia ben conservata della torre e la porta non accessibile del nuraghe Longu posto a q. 286.

Si segnala sulla strada  per Pattada a circa 4 km da Oschiri in una vallata. Intorno al monumento, probabilmente complesso, è possibile vedere il paramento esterno della torre, che si conserva per un’altezza di 4 m ed è inaccessibile. Sulla cima del monumento si individua parte del piano superiore della camera e il vano scala. Intorno al monumento si intravedono le strutture a fil di suolo del villaggio.

Toponimi IGM.

Taramelli 1939 p. 22 n. 5; Melis 1967 p. 158 A 5; Basoli 1984°, p. 399; 2004, p. 54; manoscritto di Giorgio Pala

 

 

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Foto realizzata da: LINK

 

Nuraghe Lu Nuraconi

Lungo l’antico sentiero che conduce in Gallura, oltre il Nuraghe Ruiu, inserito su un picco roccioso, si trova questo nuraghe di cui sono visibili la torre centrale e due torri. Il monumento è situato presso la costruzione dell’acquedotto di Oschiri.

Si segnala in località Busciaccaroni-Aòturina, a circa 680 m sul livello del mare, nel bacino imbrifero del Coghinas.

Toponimi di tradizione

Manoscritto Giorgio Pala

 

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Nuraghe Sa Conchedda

Il Taramelli poteva vedere la torre, la porta di accesso e la camera con cupola del nuraghe Sa Conchedda a q 225. Il Melis lo indica a q. 225 a 40°43’15’’ – 3°21’59’’.

Su una roccia elevata che domina la pianura, solcata da un rio a S. Sono visibili ad O il nuraghe Bodde e soprattutto il Pittigone e a N il Monte Acuto.

Il nuraghe complesso, con la torre centrale e almeno due torri laterali, presenta muri di rifascio e parte del muro di cinta. La costruzione sfrutta la roccia naturale ed è in opera poliedrica di granito. Intorno si individuano tracce delle capanne del villaggio. Nei pressi è la chiesa ristrutturata di San Pietro da cui provengono due frammenti di pietra con iscrizioni greche.

È a q. 204 presso un corso d’acqua che affluisce al Coghinas.

Toponimo di tradizione.

Taramelli 1939, p. 24 n. 15; Melis 1967, p. 158 B 20; Basoli 1987, p 77; 1993, p. 27 ss; 1991, p. 31; 2002 p. 197; 2004, p. 51 fig. 6, p. 54; Zucca 2004, p. 75; manoscritto Giorgio Pala.

 

 

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Foto realizzata da: LINK