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Intitolazione del Campo Sportivo comunale a Francesco Langiu. Galleria fotografica

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Sentimenti di unanime partecipazione emotiva hanno caratterizzato la cerimonia di intitolazione del Campo Sportivo comunale a Francesco Langiu, tenutasi sabato 12 maggio 2012 presso lo stesso impianto sportivo, davanti a una folla numerosissima. Il Sindaco Piero Sircana e l'Assessore allo Sport Mariano Sotgia hanno tracciato il profilo umano e sportivo di Francesco Langiu e motivato con parole toccanti l'intitolazione dedicata alla sua memoria.

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Il significato dell'intitolazione

Intitolare il Campo Sportivo Santa Chiara a Francesco Langiu ha più di un significato. Il più immediato sarebbe rendere omaggio a chi ha passato gran parte della sua vita e del suo tempo libero in quel campo, prima da bambino che sogna di essere calciatore, poi da calciatore della squadra del paese e infine da allenatore. Il significato più vero, però, potrebbe essere un altro. Di solito si intitolano le strutture sportive a campioni di chiara notorietà. Ma la valenza sociale dello sport non è creare fuoriclasse. Francesco Langiu non è stato un campione conclamato ma un protagonista dello sport oschirese e se vi è un concetto che ha provato a trasmettere da allenatore ai suoi ragazzi è quello di uno sviluppo vero della gioventù, uno spirito di solidarietà, di armonia e di amicizia in un ambiente sociale che superi il breve momento sportivo. Questa intitolazione significa rendere Francesco Langiu rappresentativo di tutte quelle persone che da appassionati hanno dato tanto allo sport, ai giovani, agli altri. Di tutti coloro che non sono stati campioni degni di nota ma semplici protagonisti della vita comunitaria con la forza della passione e della generosità. Di tutti quei bambini che da piccoli hanno scavalcato i muri del campo Santa Chiara per poter giocare a “fuba” in un campo vero, un campo grande, per sentirsi adulti e sognare dietro ad un pallone. Di tutti quei ragazzi, oggi magari uomini, che sono nati e cresciuti nel suo stesso rione, che per di più porta il nome storico del campo, “Santa Giara”, e che come lui hanno passato in quel mezzo ettaro infinite giornate.

Chi meglio di Francesco Langiu può incarnare questo concetto oltretutto nella sua seconda casa? Dopo la sua, infatti, il luogo che lo ha visto maggiormente presente in senso fisico e psichico è proprio il Campo Sportivo comunale. Da bambino, da giovane, da adulto con famiglia al rientro dall’emigrazione. In questa continuità spazio-temporale c’è un messaggio che Francesco ha fatto suo e trasmesso agli altri, il diritto che ogni bambino, ogni ragazzo che pratica sport ha di non essere un campione, di non dover diventare un campione. L’impegno di non creare campioni ma di offrire un contributo importante alla crescita di generazioni di bravi ragazzi, ora uomini, è l’eredità che ci ha lasciato Francesco Langiu. Poteva essere un campione del calcio, è stato un fuoriclasse nella vita.

Le foto che seguono sono state scattate da Gian Piero Unali

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